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Naturalmente Ex-Otago

Oggi vi parlo degli Ex-Otago, band che vi catturerà con i suoi testi poetici e le atmosfere acustiche del loro album “In capo al mondo”!

 Galeotto fu Spotify! Sì, la famosa piattaforma musicale ha scoccato la sua freccia e un giorno, mentre ero immersa fra le note di “Ergo Sum”, mi ha suggerito “Quello che c’è”, pezzo realizzato da Paletti (di cui ho scritto in questo articolo) insieme agli Ex-Otago e contenuto nell’ EP omonimo. Un suggerimento che ho molto gradito, perché mi ha fatto scoprire una delle mie band preferite: gli Ex-Otago. Ve li racconto!

Genova, si sa, è nota per esser stata la culla di alcuni tra i più grandi poeti della musica italiana moderna. Chissà, forse in questa parte dello stivale la poesia si trova allo stato naturale nella farina della focaccia o nel basilico del pesto ligure. O forse si respira nell’aria, nell’aria dei boschi e delle foreste, in quei luoghi misteriosi e primitivi in cui mi aspetterei di incontrare gli Ex-Otago che suonano Amico bianco intorno a un falò improvvisato. Nei primi due album, The Chestnuts Time e Tanti Saluti, i suoni erano vagamente elettronici e i testi in inglese davano una sensazione di pop grezzo, anche un po’ (passami il termine) “commerciale”. Con Mezze Stagioni (2011) e, soprattutto, In capo al mondo (2014) gli Ex-Otago mi hanno completamente rapito il cuore. Vi parlo di quest’ultimo album, a mio avviso il migliore della loro discografia.

In capo al mondo

in capo al mondo - Ex-otago
Cover dell’album In capo al mondo, 2014

 

Naturalmente Ex-Otago. Non è un titolo scelto a caso, lo giuro! Se ascolti pezzi come La Tramontana,  Gian Antonio o L’età della spesa, capisci cosa intendo. L’immagine di copertina dell’album è coerente al cento per cento con il mood e il messaggio che gli Ex-Otago trasmettono: contrasto tra cemento e terra, palazzi e alberi, il parcheggio di un supermercato e il fitto della foresta. Un desiderio profondo di abbandonare la civiltà per tornare ad uno stato primitivo e naturale. Del resto, chi di noi non sente il richiamo della natura? Chi almeno una volta nella vita non ha avuto l’istinto, anche solo per un attimo, di spogliarsi e correre nudo in una foresta, di parlare con un albero, o ancora “navigare in mare aperto con un barcone scassato”?
Amo queste immagini, queste metafore della vita in cui ognuno di noi si può rispecchiare. La poesia dei testi (credimi, si tratta di vera e propria poesia) è supportata da un sound pieno e graffiato, principalmente acustico, malinconico, con tante piccole imperfezioni (una dizione traballante, qualche corda non pizzicata fino in fondo…) e molti suoni esterni che portano l’ascoltatore a entrare nel cuore di In capo al mondo, un album in cui immergersi e, dolcemente, naufragare.

 

 Se ti è piaciuto l’articolo ascolta la mia playlist in pillole per gli Ex-Otago su Spotify o guarda i loro videoclip ufficiali!

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Ascolta la mia playlist: 3 tracce per amare gli Ex-Otago!

  • L’età della spesa
  • Foglie al vento
  • Amico bianco